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La sicurezza degli impianti elettrici di distribuzione in media tensione

Tutte le fonti di energia, ma sopratutto quella elettrica, sono potenzialmente pericolose. L’unica via da percorrere per adottare opportune precauzioni p quella di realizzare impianti elettrici sicuri, secondo le norme e le leggi che ci impongono e con lo sviluppo tecnico messo a disposizione. Salvaguardare la vita umana va oltre ogni costo possibile per utilizzare precauzioni e dispositivi necessari per la diminuzione del rischio.

Al fine di implementare quanto previsto dalle leggi e norme tecniche per la progettazione, costruzione e installazione di apparecchiature sicure è necessaria l’adozione di soluzioni tecniche che vengono illustrate nel nuovo quaderno.

La protezione in media tensione dai contatti elettrici diretti e indiretti può essere ottenuta solo pervenendo il contatto e quindi il passaggio della corrente attraverso il copro umano. La normativa CEI EN 61140 “Protezione contro i contatti elettrici. -Aspetti comuni per gli impianti e le apparecchiature”, indica che devono essere previste opportune protezioni meccaniche fisse o mobili dotate di opportuni interblocchi.

Altro importante particolare del progetto è il controllo di accesso ai compartimenti delle apparecchiature contenenti parti attive a tensioni pericolose. A protezione delle parti pericolose di un compartimento destinato ad essere aperto per l’utilizzo devono esserci barriere definite in base al grado di protezione IP (norma CEI EN 60529, anche per la bassa tensione) e la presenza di interblocchi che impedisca manovre errate dei comandi.

Occorre notare che la normativa prevede interblocchi obbligatori solamente per i compartimenti detti “accessibili” indicati dal costruttore per il normale utilizzo o manutenzione ordinaria.

La normativa CEI EN 62271 prevede tre metodi di controllo dell’apertura di un compartimento:

  • Il primo è mediante l’uso di dispositivi di interblocco per assicurare che tutte le parti attive all’interno siano fuori tensione e messe a terra prima dell’apertura;
  • Il secondo si basa sulla procedura dell’utilizzatore e su un dispositivo di blocco per assicurare la sicurezza, per esempio il compartimento è munito di lucchetti o chiavi o magneti di blocco o altro dispositivo equivalente gestito in modo opportuno in base alla configurazione dell’impianto;
  • Il terzo non fornisce alcun dispositivo integrato per assicurare la sicurezza elettrica prima dell’apertura ma sono necessari attrezzi per aprirli; anche oggetti di uso comune, come cacciaviti o pinze, sono considerati attrezzi.

Dunque, la norma IEC 50110-1 prevede che le misure di sicurezza da rispettare sull’impianto ed i ruoli e le responsabilità delle varie persone devono essere definite prima di qualsiasi attività.

“7 passi per salvarsi la vita”, una procedura prevista dalla norma CEI 11-27, vengono fornite indicazioni operative per assicurarsi che le attività di manutenzione elettrica avvengano in assenza di tensione.

Gli impianti elettrici devono essere tali che, nel funzionamento classico, non causino rischi d’infortunio agli operatori, e devono essere ridotti al minimo i rischi di esplosioni o incendi causate dalle alte temperature o scariche elettriche. Tuttavia le persone devono essere protette contro le sovratensioni sia di origine atmosferica sia dovute a manovre di apparecchi.

La protezione dei manutentori elettrici sono necessari anche DPI idonei e indumenti non infiammabili (CEI EN 61482) come anche introdotto con una nota nella nuova edizione 2014 della CEI 11-27. Tuttavia, così come descritto anche nel testo unico della sicurezza, tra le misure generali di tutela (D.Lgs. 81/2008, art 15) è sancita “la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale”, e la scelta consapevole di impianti costruiti a regola d’arte e il loro esercizio e manutenzione da parte di personale competente, formato e informato sui rischi dell’elettricità costituisce la misura fondamentale per prevenire gli infortuni elettrici.

 

Fonte: Puntosicuro.it

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